Bulletproof Web Design: un libro da ninja

Ho letto un interessante libro di Dan Cederholm intitolato Bulletproof Web Design: Improving Flexibility and Protecting Against Worst-Case Scenarios with XHTML and CSS. Il libro non è destinato ai novizi di xhtml e css, ma piuttosto a coloro che usano già questi strumenti eppure non ne sfruttano a fondo le possibilità.

Il concetto di fondo del libro è questo: okay, hai imparato a usare xhtml e css, hai imparato a validare i tuoi siti e a mettere il marchietto del W3C in basso nelle tue pagine; ora è il momento di fare le cose sul serio, di rendere il sito flessibile, a prova di browser e di utente, e facilmente mantenibile. Come direbbe una nota pubblicità, “take it to the next level“.

Nel resto dell’articolo uno sguardo al contenuto del libro e le mie impressioni.

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Nota di sicurezza: WordPress 2.6.4 non esiste!

E’ di questi giorni la notizia che sui blog WordPress di versioni 2.5.x potrebbe comparire un avviso che suggerisce di aggiornare alla versione 2.6.4. Ebbene, tale versione non esiste, e il link è maligno: se si clicca infatti, si viene portati su un sito wordpresz.org che non ha nulla a che fare con l’originale.

Maggiori dettagli su WordPress Italy.

Il comando linux "history"

Due minuti dedicati a history: si tratta di un comando della shell linux che ci permette di visualizzare l’elenco completo dei comandi che abbiamo digitato in precedenza. Può essere utile quando effettuiamo qualche forma di informatica forense, o semplicemente quando vogliamo riutilizzare un comando lanciato in precedenza, magari lungo e complesso, senza doverlo riscrivere.
Ovviamente potremmo anche avere interesse a ripulire questo storico, magari perchè da investigatori ci siamo trasformati in geni del crimine… oppure più banalmente perchè nello scrivere di fretta abbiamo digitato la nostra password da linea di comando e quindi ora è in bella mostra nello storico (secondo voi, quale delle due mi è successsa oggi, che mi ha spinto ad approfondire il comando history? 🙂 ).
Per rimuovere tutti i comandi salvati dallo storico, è sufficiente il comando history -c.
Se volete approfondire, in questo articolo (in inglese) trovate istruzioni su come limitare il numero di comandi salvati o addirittura disabilitare del tutto lo storico.
Aggiornamento: il link fornito non funziona più, per un problema tecnico su Gentoo-Wiki.com (speriamo abbiano un backup 🙂 ). Potete trovare tutte le informazioni aggiuntive al link http://www.e-pillole.com/linux/post/56/cronologia-comandi-bash/ come segnalato da Giacomo in un commento.

Il comando linux “history”

Due minuti dedicati a history: si tratta di un comando della shell linux che ci permette di visualizzare l’elenco completo dei comandi che abbiamo digitato in precedenza. Può essere utile quando effettuiamo qualche forma di informatica forense, o semplicemente quando vogliamo riutilizzare un comando lanciato in precedenza, magari lungo e complesso, senza doverlo riscrivere.

Ovviamente potremmo anche avere interesse a ripulire questo storico, magari perchè da investigatori ci siamo trasformati in geni del crimine… oppure più banalmente perchè nello scrivere di fretta abbiamo digitato la nostra password da linea di comando e quindi ora è in bella mostra nello storico (secondo voi, quale delle due mi è successsa oggi, che mi ha spinto ad approfondire il comando history? 🙂 ).

Per rimuovere tutti i comandi salvati dallo storico, è sufficiente il comando history -c.

Se volete approfondire, in questo articolo (in inglese) trovate istruzioni su come limitare il numero di comandi salvati o addirittura disabilitare del tutto lo storico.

Aggiornamento: il link fornito non funziona più, per un problema tecnico su Gentoo-Wiki.com (speriamo abbiano un backup 🙂 ). Potete trovare tutte le informazioni aggiuntive al link http://www.e-pillole.com/linux/post/56/cronologia-comandi-bash/ come segnalato da Giacomo in un commento.

Corsi Joomla e OpenOffice

Si sono chiuse le iscrizioni al corso WordPress del 15 Novembre e Joomla del 22 e 29 Novembre, per raggiungimento del numero massimo di partecipanti. Se qualcuno è ancora interessato a questi corsi, e non può permettersi di aspettare qualche mese (quando ci saranno comunque nuove edizioni del corso), ci contatti a info@gibilogic.com così vi avvisiamo subito se abbiamo altre richieste e decidiamo di attivare una edizione extra.

Ci sono invece ancora posti disponibili per il corso di OpenOffice Writer del 6 e 13 Dicembre. In questo corso approfondiamo lo strumento per usarlo in maniera davvero efficiente. C’è anche una panoramica degli altri programmi del pacchetto, ma l’attenzione è decisamente puntata sul Writer. Per iscrizioni e informazioni ci potete contattare via e-mail (vedi indirizzo sopra).

Per avere il quadro completo dei nostri nostri corsi potete consultare il nostro calendario. Vi avviso già che entro la fine di Novembre compariranno le date del 2009.

eth0: no such device

Mi è successo oggi di copiare su un nuovo PC una macchina virtuale Debian 4.0 creata con VMware GSX Server – quello gratuito, tanto per intenderci :-). Il mio obiettivo era proprio duplicare la macchina virtuale, non trasportare quella originale, per cui come richiesto da VMware ho creato un nuovo UUID.

L’ho avviata, ho cambiato a mano l’hostname (/etc/hostname) e l’indirizzo IP (/etc/network/interfaces) e dopo il riavvio ho riscontrato che la mia eth0 non era attiva. Ho lanciato a mano il comandi ifup eth0 e ho ottenuto l’errore:

# ifup eth0
SIOCSIFADDR: No such device
eth0: ERROR while getting interface flags: No such device

Fortunatamente, non ero il primo a ricevere questo errore :-). Nel post si parla di Ubuntu, ma in uno dei commenti viene indicata anche la soluzione per Debian. Sostanzialmente cambiandol’UUID viene creata una nuova scheda di rete virtuale che Debian aggiunge al sistema, quindi diventa eth1 e ovviamente i nostri script di configurazione della rete non valgono più.

Mi è sembrato subito uno di quei problemi talmente fastidiosi che val la pena diffonderne il più possibile la conoscenza in rete, così non ci perdete più di cinque minuti… giusto il tempo di trovare questo post.

Il server di posta elettronica per tutti

Qualche anno fa, quando qualcuno mi raccontava del fatto di ricevere un centinaio di messaggi di posta elettronica al giorno, li ritenevo esagerati. Mi dicevo: e che cavolo ci sarà poi da dirsi, tanto da meritare un numero così smodato di messaggi?

Ovviamente, ora in GiBiLogic viaggiamo proprio su questa media di messaggi ricevuti. Chiaramente non sto calcolando la SPAM, e le newsletter sono solo un paio (tutto via RSS, ormai…). La posta inviata invece è sensibilmente inferiore… solo trenta o quaranta messaggi al giorno :-).

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