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Appunti di Google Analytics parte I

Google Analytics è uno strumento gratuito per il controllo del traffico che ormai riteniamo indispensabile per l’analisi del traffico sui nostri siti. L’anno scorso ho avuto la fortuna di partecipare a un corso gratuito organizzato da YoYo – Formazione rotolante e tenuto da Francesco De Francesco e Marco Cilia,  che mi ha aperto gli occhi sulle potenzialità di questo strumento.

Devo ammettere che da allora non ho fatto grandi passi avanti, e che il mio uso è rimasto abbastanza elementare. Tuttavia, se proprio non l’avete mai usato o non sapete nemmeno cos’è, potreste trovare utile questa mia breve serie di articoli introduttivi.

Premessa

Spiegare cos’è Google Analytics non è facile senza spiegare un po’ di Web Analytics, ovvero la misurazione e l’analisi del traffico di un sito. Questa procedura è fondamentale per qualunque sito che abbia il minimo interesse ad avere successo.

Ovviamente l’analisi deve prevedere anche le necessarie contromisure, osservando attentamente i dati e decidendo poi su quali aspetti intervenire; ad esempio migliorando i testi, l’accessibilità, curando i link, verificando che i link in entrata e in uscita siano ben identificabili, e così via. Se all’analisi non segue un’azione correttiva, allora tanto vale non fare nessuna analisi.

Attivazione

Se siamo d’accordo a fare sul serio, partiamo con l’attivazione di Google Analytics (d’ora in poi, per brevità, “GA“). Prima di tutto dobbiamo avere un utente di Google a cui associare l’applicativo. Per cui se non ce l’abbiamo, va creato. Se avete già usato GMail, Picasa, o qualunque altro applicativo Google online, probabilmente avete già un utente. Nota: l’utente Google è identificato da un indirizzo e-mail, ma non è necessario che questo sia un indirizzo e-mail di GMail.

Una volta forniti di utente, entriamo sul sito di GA (https://www.google.com/analytics/home/?hl=it) e creiamo un nuovo account Analytics. All’interno di ciascun account sarà possibile creare più profili, corrispondenti a ciascun sito che vogliamo controllare. Al termine della registrazione ci verrà fornito un  codice JavaScript, che dovremo inserire in tutte le pagine del nostro sito per tracciare gli accessi.

Nota: viene ancora distribuita, ma è consigliabile ignorare, la versione “legacy” (urchin.js) che presto sarà abbandonata.

Google suggerisce di inserire tale codice in fondo alla pagina HTML, subito prima della chiusura del BODY. E’ possibile scegliere di inserire lo script solo in determinate pagine. Ad esempio, non ha molto senso inseririlo in pagine che effettuano semplicemente un redirect automatico ad altre pagine.

Inevitabilmente, lo script consuma qualche risorsa in più e rallenta leggermente l’esecuzione della pagina. Questo va tenuto in considerazione, soprattutto evitando di sovrapporlo ad altri sistemi di statistica. A questo proposito è bene ricordare che due diversi sistemi di statistiche, che si basano su presupposti e configurazioni diverse, non forniranno mai lo stesso risultato, quindi avere attivi due sistemi per confrontarli è una perdita di tempo e di risorse.

Prossimi passaggi

Una volta caricato il codice JavaScript nelle nostre pagine, devono passare almeno 24 ore prima che cominciamo a vedere qualche risultato. Pertanto, per ora mettetevi il cuore in pace e ci vediamo alla prossima puntata di questa serie di articoli su Google Analytics.

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